il delfino azzurro non del CD

Questa mattina mi sono svegliata presto, avevo ancora voglia di dormire, ma non potevo. Sentivo che sarebbe stato uno di quei giorni dove “puoi fare tutto”, ma alla fine non fai niente. Ma dovevo alzarmi, fare qualcosa. Fare ordine in cucina per far ordine in testa, non so se funzioni ma almeno adesso i piatti puliti stanno nell’armadio. Ora che hai la pentola in mano perché non prepari un tè? Luna luna llena che non c’è, dimmi che posso fare… mi gira la testa dal niente, dalla noia, dal non so. Ok. Vado. Guardo l’ora, doccia. Mi vesto. Passaporto, soldi, telefono, un po’ di vestiti… tutto nella valigia del delfino. Non quello azzurro del cd. È una bellissima giornata, mi piace il colore dei sassi davanti casa quando c’è il sole, e quel pino sembra finto. Mentre cammino verso la fermata dell’autobus mi metto le cuffie ed accendo il mio lettore mp3, il cavo è corto e non mi arriva alle tasche, lo incastro nella sciarpa. Breathe Me – Sia. Questo è il mio posto preferito, a sinistra così vedo le automobili che arrivano dalla parte opposta, e posso appoggiare la testa sul sedile dietro. Però non dormo. Non adesso. Arrivo alla stazione. La tentazione di passare di là per prendere il pranzo è forte, ma poi ricordo che dovrei dare spiegazioni per i bagagli e lascio stare. Non mi va di parlare di questo. Non mi va di parlare di niente. La fila non è molto lunga in biglietteria, ma faccio in tempo a sentirmi anche la parte cantata da Sam. No, solo andata grazie.

 

Ho la voce triste, ma non lo sono. Credo. Sono belli i treni, fanno un bel rumore, anche le stazioni sono belle, loro sono tristi. Mi gira la testa dal tanto che potrebbe, dal tutto. Continuo la lettura abbandonata la sera prima: il vecchio che leggeva romanzi d’amore. Riesco a finire un capitolo giusto in tempo prima di sentirmi male, che palle non poter leggere in treno.  Appoggio la testa al finestrino ed il sole mi arriva dritto in faccia, chiudo gli occhi. Dormo per mezz’ora. Mi svegliano gli Inti Illimani. O il controllore non so chi sia stato ad arrivare prima. Attraversiamo 2 gallerie, mi viene in mente il trenino delle montagne russe. Se andassimo più veloce ed i sedili fossero più stretti sarebbe quasi uguale mi dico. Rido. Scavalla le gambe, si stiracchia, butta la testa di lato e mi guarda…

 

“che c’è?” 

 

“scusa, pensavo dormissi… pensavo alle montagne russe”

 

“sono alte?”

 

 “abbastanza”

 

si gira e torna a fingere di dormire. Solo 5 anni fa avremmo passato il viaggio abbracciati, ridendo, scherzando, facendo arrabbiare il vecchietto di fronte per lo zaino troppo ingombrante.

 

Magari sta pensando la stessa cosa, perché non fa niente allora? Perché non faccio niente? Stiamo bene così forse… forse, credo, possibile. Non mi va di parlare di questo. Non mi va di parlare di niente. Mi appoggio alla sua spalla. Anche quella sembra sempre più scomoda, meno accogliente… Probabilmente io sono sempre più invadente, fastidiosa… “Mi terrai il broncio per tutto il viaggio? Non ti ho obbligata a seguirmi… ti ho solo detto che mi avrebbe fatto piacere, ma non ti ho obbligata quindi puoi anche parlarmi” “non ti sto tenendo il broncio, ho deciso di venire con te perché me l’hai chiesto gentilmente, il fatto che non parli implica semplicemente il fatto che non mi vada di farlo.” Sorrido, sono sicura stia facendo la stessa cosa. Che fantastica coppia scoppiata… non c’entriamo più niente l’una con l’altro. Strano non mi abbia mai chiesto di sposarlo. Meglio. “Dos Gardenias” non mi stancherò mai di questa canzone. Ancora 1 h e saremo arrivati. Sarà la 5° volta che ci vado, ma questa città mi piace sempre. Certo non sarebbe male visitarla come una turista normale, non come la valletta dell’affascinante ragioniere. Non che mi dispiacciano le feste, le belle camere d’albergo, le cene nei ristoranti di lusso… 

 

L’ennesima fermata intermedia, un altro di questi paesini minuscoli e sconosciuti.  Lo guardo, mi sorride. Prendo la valigia e scendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il delfino azzurro non del CDultima modifica: 2007-11-09T15:54:51+01:00da adwoa
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