La sciarpa rossa

Un po' per gioco, un po' sul serio, appuntamento il 13 dicembre 2006. Te l'avevo promesso, esattamente otto anni fa. Ti avrei aspettato, al solito bar, con addosso la sciarpa che mi regalasti quel compleanno. Dopo tutto questo tempo ricordo ancora il concerto in riva al lago, il gelato al pistacchio che non sapeva di pistacchio, gli aquiloni…e il tuo sorriso mentre mi racconti delle avventure del "Capitan Justin".
Sono qui da  un'ora e tu non ti sei ancora fatto vivo. Intanto ordino un cappuccino. Spero tu non te ne sia scordato, ci tengo davvero a rivederti sai? Dove vivi ora? Cosa fai? Hai poi finito di scrivere quella canzone? Sei ancora il ragazzo timido del quarto piano?
Il cappuccino è perfetto per questi momenti di attesa… ti tocca aspettare un po' perché si raffreddi, intanto hai il tempo di sistemare la giacca sulla sedia, cercare il borsellino. Poi, con tutta calma apri la bustina dello zucchero, mi piace il rumore della carta quando si strappa, ma soprattutto mi piace guardare l'isoletta mentre affonda tra schiuma e caffè. Ora, prendi il cucchiaino ed inizi ad esplorare il fondale tritando gli ultimi granelli di zucchero. Bevi, e aspetti…aspetti…
Forse sarebbe stato meglio non crederci troppo, forse avrei dovuto dimenticare la promessa anni fa…
Mi rimetto sciarpa e giacca, vado a pagare. È scritto in caratteri cubitali, ma uscendo spingo la porta al posto di tirarla. Ha cominciato a nevicare. Inizio a cercare i guanti nella borsa, svolto l'angolo e quasi vado addosso ad un bambino. Avrà quattro o cinque anni, porta un delizioso berrettino rosso, lo guardo un attimo… riconoscerei quel cappello tra mille. Quegl'occhi, così familiari…
Avete lo stesso identico sorriso…
Sapevo non te ne saresti scordato.

 

 

La sciarpa rossaultima modifica: 2006-12-13T22:03:48+01:00da adwoa
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